Immaginiamo un viaggio di anni su un veliero, tra tempeste,
danneggiamenti, perdite della rotta, malattie, assalti di pirati: e, su questa
nave, uno scienziato che continua appassionatamente a scrutare il cielo e a
descrivere minuziosamente, nei suoi diari, i pesci e gli uccelli mai visti
prima che incontra durante il viaggio.
La balbuzie avrebbe le sue radici nei lisosomi, le stazioni di demolizione e riciclaggio della cellula. In chi soffre di questo disturbo, ma non in chi parla senza difficoltà, si trovano infatti mutazioni ricorrenti in geni le cui proteine guidano i vari enzimi lisosomiali nel loro sito di azione. Lo hanno dimostrato alcuni ricercatori americani analizzando la regione genomica 12q23.3 di pakistani che soffrivano di forme familiari di balbuzie e di altre persone, senza difficoltà a esprimersi, che sono servite come controllo.
E' piccolo come un hobbit, la stirpe
buona del Signore degli anelli. Alto circa un metro, con un cervello
molto più piccolo di Homo erectus, l'esemplare dissotterrato sull'isola di Flores dell'arcipelago Indonesiano ha
messo in subbuglio il mondo dell'evoluzionismo. Homo floresiensis,
come è stato battezzato, risale a un periodo che va da 100mila a
17mila anni fa.
Il Panel
On Public Affairs (POPA) dell’American
Physical Society (APS)ha da poco
reso pubblico un rapporto sul contributo che la scienza e la tecnologia possono
dare per perseguire l’obiettivo di ridurre gli arsenali nucleari.
Leggendo il titolo qui sopra, gli amici che hanno letto quanto da un po’ vado dicendo e scrivendo penseranno che io sia andato fuori di testa. E allora chiedo scusa: il titolo è paradossale: avrei dovuto scrivere, in realtà, no, grazie alla valutazione fatta in questo modo. Perché sono appena divenuti pubblici i risultati delle valutazioni dei PRIN, che sono la fonte principale di finanziamento della ricerca pubblica in Italia: risultati sbalorditivi, che mi hanno appunto spinto al titolo paradossale.
Una
borsa di studio destinata a ricercatori italiani con un dottorato di ricerca all'estero nelle Scienze Sociali, per facilitare il "rientro dei cervelli". E' questo il programma per la “Nino Andreatta
Fellowship” per l'anno accademico 2010-11 dell'Alma Graduate School/Università di Bologna. I
candidati saranno selezionati sulla base del merito e dell’impegno
in attività di ricerca teorica o applicata con obiettivi di
eccellenza: la priorità verrà data a programmi di ricerca sui
mercati e politiche finanziarie internazionali. Il
bando di concorso scade il 31
marzo 2010.
Tre persone, due a Milano e una a Torino, che vorrebbero donare uno dei
loro reni, rappresentano occasione per riflettere sul trapianto da
vivente. Che è un dono vero (da noi si dice donazione anche del prelevare un
organo a un cadavere, ma è sbagliato: il dono implica volontà che non è ormai più prerogativa di un cadavere). Di solito il rene lo si dona a familiari - i genitori ai figli
soprattutto, ed è quasi sempre la mamma - o a persone con cui si
hanno particolari legami affettivi, coniugi e non solo.