In
questo rigido inverno si parla molto di
inquinamento dell’aria e dei danni che causa alla salute:
soprattutto nei bambini e negli anziani. Si discute sulle polveri
sottili e sui componenti gassosi dell’inquinamento, sul danno
recato dal riscaldamento degli ambienti, e sulle soluzioni migliori
per arginare queste minacce alla salute. Come spesso avviene, si
dicono cose vere e giuste, ma anche false o inesatte.
L’inquinamento
dell’aria è un fenomeno esclusivamente invernale?
La composizione chimica degli oceani si è modificata nel tempo: prima di 25 milioni di anni fa, infatti, nell’acqua marina, il rapporto con il calcio di stronzio e magnesio era molto più basso. A cambiare la composizione del mare è stato probabilmente il placarsi dell’attività vulcanica sottomarina, che di conseguenza ha ridotto gli scambi tra l’acqua e la crosta terrestre sottostante.
Tempo fa, in realtà a cominciare dall’articolo dei Giacometti sulle alghe di Venezia, avevamo iniziato a parlare dei cambiamenti climatici e delle polemiche, spesso decisamente ideologizzate, che ne accompagnavano la discussione. Erano apparsi su SciRe articoli molto interessanti, da quello di Balzani, a quello di Orombelli, ed altri compariranno a breve. Chiaramente, a noi interessava discutere il problema in modo informato e non ideologizzato, e pensiamo che gli interventi che sono apparsi su SciRe siano tutti andati nella direzione giusta.
Siamo sulla Terra più di 6,5 miliardi di persone e la crescita demografica, per quanto rallentata, continua. Soprattutto nei Paesi poveri e (meno) in quelli in via di sviluppo.
Poco più della metà di questa popolazione terrestre vive in città. Cioè si è andata inurbando e lo ha fatto con particolare celerità da quando è scoppiata la rivoluzione industriale. Allora la popolazione terrestre si avviava a raggiungere il primo miliardo di unità residenti in grandissima maggioranza in insediamenti rurali; oggi la situazione è profondamente cambiata.
Il più grande ragno mai avvistato in Medio Oriente è stato individuato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Haifa: il suo diametro a zampe distese arriva infatti fino a 14 centimetri. E’ stato chiamato Cerbalus aravensis, dalla valle di Arava, dove conduce una vita prevalentemente notturna tra le dune di sabbia di Samar. «Un ecosistema unico e ad altissimo rischio» ha dichiarato Uri Shanas, il ricercatore che sta conducendo gli studi in quell’area.
Ero a conoscenza di Polveri & Veleni di Luca Carra a Margherita Fronte, perché
i due autori mi avevano chiesto alcune informazioni su studi
epidemiologici in cui ero coinvolto, e questo mi rendeva ancora più
curioso di leggere il libro.
Il misterioso tumore che, passando dal muso di un animale all’altro, sta decimando i diavoli di Tasmania, deriva dalle cellule di Schwann, una sorta di tessuto connettivo che sostiene e protegge le strutture nervose. Secondo i calcoli degli esperti la malattia – unica forma nota di tumore contagioso, insieme a un'altra che colpisce i cani – potrebbe portare a completa estinzione la specie nel giro di una trentina di anni.
Giorni fa Guido Tabellini, commentando
sul Sole24ore i deludenti risultati del summit di Copenaghen,
consigliava di affrontare la questione climatica non con velleitari
summit e trattati internazionali, ma di seguire la strada del GATT,
antesignano del WTO nel regolare il commercio internazionale, frutto
di una serie di accordi bilaterali siglati fra gli USA e singoli
paesi e infine estesi al grosso della comunità internazionale.