E’ raro che uno scienziato
rinunci a un premio, specie se si tratta di un prestigioso riconoscimento
internazionale. Eppure è accaduto pochi mesi fa e, anche tra gli addetti ai
lavori, non tutti ne sono al corrente. Il premio in questione, conferito
annualmente dall’Associazione Europea di Cristallografia (ECA), è intitolato a
Max Perutz (Vienna 1914 – Cambridge 2002), pioniere della biologia molecolare e celebre per aver determinato la
struttura dell’emoglobina. Si ricorda
che Perutz divise con John Kendrew (Oxford 1917-1997) il Premio Nobel per la Chimica 1962.
La
prima metà del XX secolo è stata caratterizzata in ambito scientifico dalla
rivoluzione della meccanica quantistica e da quella della meccanica
relativistica, ambedue di ambito fisico, ambedue di ambito meccanico. Nella
seconda metà del Novecento, invece, sono avvenute due “rivoluzioni”
scientifiche per molti aspetti diverse e, soprattutto, in ambito diverso.
Lunedì primo febbraio 2010,
il quotidiano israeliano Ha’aretz ha
pubblicato in prima pagina, con grande rilievo, una notizia collegata
all’offensiva militare del gennaio 2009 nella striscia di Gaza.
Il fatto avvenne il 15
Gennaio 2009 nel corso dell’attacco alla struttura dell’Agenzia ONU (United
Nations Relief and Works Agency - UNRWA),
un paio di giorni prima che avesse termine l’operazione “Piombo Fuso”, durata
22 giorni.
Le fragole coltivate con metodi biodinamici sono più ricche di antiossidanti e hanno una maggiore attività antiproliferativa rispetto a quelle coltivate con tecniche tradizionali. L’uso di fertilizzanti organici, il rispetto della biodiversità del suolo e la rinuncia a pesticidi chimici induce le fragole a sintetizzare una quantità superiore di molecole bioattive come acido ascorbico e fenoli.
Un secolo fa, in provincia di Ravenna, nella
villetta di campagna dove si era ritirato a fare l’agricoltore, moriva il
chimico Paolo Tassinari (Castel Bolognese 1829 – Solarolo 1909).
Il Nobel per la Chimica 2009, attribuito congiuntamente a Thomas
A. Steitz (USA), Ada E. Yonath (Israele) e a Venkatraman (Venki) Ramakrishnan (Regno Unito),corona un'impresa
scientifica eccezionale: la decifrazione
a livello atomico della struttura dei ribosomi, le "fabbriche" cellulari
delle proteine. di PAOLA LONDEI
Il raro rodio riesce a tenere il metano in soluzione. La notizia è importante perché il metano è abbondante, inquina meno di altri idrocarburi e sarebbe la materia prima ideale non solo come combustibile ma anche per la produzione di materie plastiche, ma ha un unico handicap, che ne condiziona la maneggevolezza, il trasporto e l'utilizzo: alle temperature e pressioni terrestri si ritrova solo sotto forma di gas.
Le goccioline che si alzano da una coppa di champagne contengono sostanze aromatiche diverse rispetto a quelle che si trovano nella bevanda. Il curioso studio non poteva che essere condotto, insieme con alcuni collegi tedeschi, da ricercatori francesi, in particolare dal Laboratoire d'Oenologie et Chimie Appliquée dell'Università di Reims, e dell'Institut Universitaire de la Vigne et du Vin-Jules Guyot dell'Università di Borgogna a Digione.
Premio Nobel per la Chimica 2009 all'indiano con cittadinanza inglese Venkatraman Ramakrishnan, dell' MRC Laboratory of Molecular Biology, di Cambridge, all'americano Thomas A. Steitz, della Yale University, di New Haven, e all'israeliana Ada E. Yonath, del Weizmann Institute of Science, di Rehovot, per i loro stdu sulla struttura e la funzione dei ribosomi.