Il Large Hadron Collider del CERN di
Ginevra è ripartito il 28 febbraio. Inaugurato il 10 settembre 2008,
il più potente acceleratore del mondo si era dovuto fermare pochi
giorni dopo per un grave incidente. Come spiega nell'editoriale di
Scienzainrete il direttore Lucio Rossi, l'LHC potrà tornare ad
andare a piena potenza fra un paio d'anni: prima bisognerà ridare
stabilità al sistema riparando tutte le connessioni lesionate. Per
ora quindi l'acceleratore gira a regime ridotto.
Un progetto gigantesco,
uno sforzo di migliaia di persone, un’avventura che era appena iniziata, il 10
settembre 2008, con clamore mediatico (200 giornalisti, Google che ci dedica la
sua pagina): e poi il grande stop solo
nove giorni dopo. Con tutti giornalisti che – avendo appreso la strada
nel giorno di gloria della partenza – sono ritornati fulminei a chiedere come
mai la macchina si fosse rotta e di chi fosse la colpa.
Non si vede e non si tocca eppure è lei, la turbolenza dell'atmosfera terrestre, l’incubo e il nemico numero uno per l’astronomia e i grandi telescopi al suolo di generazione presente e futura che ci permetteranno di portare a termine i più ambiziosi progetti scientifici e di spingere oltre il nostro sapere. Ma cosa ha a che fare la turbolenza dell'atmosfera terrestre con l’astrofisica e perché l’uomo ha convenienza ad osservare da terra nelle lunghezze d’onda dove l’atmosfera terrestre lo consente?
Il Large Hardon Collider
(LHC), l’acceleratore di particelle del CERN di Ginevra, sta concludendo i test
preparativi per una nuova fase di operazione. Ripartirà infatti alla fine di
febbraio 2010, più sicuro e con il nuovo obiettivo di raggiungere il record di energia di collisione di 7 TeV (3.5 TeV per fascio).
Ieri, 15 Febbraio 2010, è stato
inaugurato a Pavia il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO).
Il primo centro in Italia, e il secondo in Europa, progettato per eseguire
trattamenti sia con protoni che con ioni carbonio. La realizzazione di questo
centro è stata resa possibile grazie a un acceleratore di particelle realizzato
dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
Si chiude domenica 14 febbraio con un enorme successo di
pubblico al Palazzo delle esposizioni di Roma, la prima mostra scientifica che
propone in Italia la scienza attraverso
le tecniche della videoart. La mostra “Astri e Particelle” promossa
dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare assieme all’Agenzia Spaziale
Italiana e all’Istituto Nazionale di
Astrofisica, ha infatti raggiunto i 130.000 visitatori nel corso della prima
metà dell’ultima settimana e molto probabilmente toccherà, alla chiusura, la
cifra record di 150.000 visitatori.
Il luogo ideale per trascorrere il San Valentino? Con un
balzo epocale, da tre metri sopra il cielo a cento metri sotto terra, i
protagonisti di The Big Bang Theory non
hanno dubbi: l’anello di LHC, il Large Hadron Collider. L’unica perplessità è
decidere chi portare con sé: dar retta al cuore, e volare al CERN con l’amata
dirimpettaia Penny? O al cervello, concedendo a Sheldon, il coinquilino geniale
al limite della psicosi, di realizzare il sogno di una vita?
Sembra solo una curiosità, ma potrebbe avere implicazioni tecnologiche interessanti. Un gruppo di ricercatori del Laboratorio nazionale di scienze molecolari di Pechino ha cercato di capire come mai la rugiada mattutina si deposita sulle ragnatele e non, per esempio, sui capelli umani, la cui struttura è apparentemente simile.
Ormai da decenni il metodo di datazione
al radiocarbonio viene utilizzato con successo da archeologi, geologi
e quant'altri hanno la necessità di collocare un evento in un
momento cronologico il più possibile preciso. Il guaio maggiore di
questo metodo sta nel fatto che l'ammontare di carbonio 14 in
atmosfera - elemento chiave del metodo - presenta fluttuazioni che
rischiano di compromettere il risultato finale.
Dopo 14 mesi di forzata inattività il Large Hadron Collider del CERN di Ginevra, l’acceleratore più potente del mondo, ha ripreso a funzionare. Da ieri sera alle 22 i fasci di particelle hanno ricominciato a circolare in senso orario nell’enorme macchina, che l’anno scorso un guasto aveva messo fuori servizio dopo solo nove giorni dall’inizio della sua attività.