Sono trascorsi quasi sei anni
dalla sua approvazione, è sopravvissuta a uno dei più vivaci referendum della Seconda
Repubblica, è stata fatta oggetto di innumerevoli istanze di legittimità
costituzionale da giudici e avvocati e, l’anno scorso, anche di una importante
sentenza della Suprema Corte, ma la legge sulla procreazione assistita non
smette di far discutere. Di recente la sentenza di un giudice di Salerno ha
innescato l’ultimo vespaio di polemiche.
La Canadian Stem Cell Foundation ha appena redatto una Carta che difende il diritto a ricercare liberamente sulle cellule staminali riconoscendone il potenziale terapeutico. Da un lato, Barack Obama ha parzialmente liberalizzato l'uso di queste cellule, consentendo di utilizzare fondi federali per il loro studio ma non per la loro derivazione. Questa limitazione ha una spiegazione legal/burocratica, in quanto non è certo che un semplice decreto del Presidente possa annullare una legge dello stato (la legge Dickey-Wicker), che attualmente impedisce l'uso di fondi federali per ricerche su embrioni umani da cui necessariamente le CSEh devono essere derivate. A loro volta, i National Institutes of Health hanno emanato “linee guida” per il loro utilizzo. Sono segnali importanti di rilancio per questa nuova branca della medicina. di PAOLO VEZZONI
E' nato a Bergamo il “Laboratorio interdisciplinare della comunicazione scientifica e delle etiche applicate”, per iniziativa del liceo scientifico tecnologico Natta di Bergamo e della scuola di dottorato in “Fondamenti di scienze della vita e loro conseguenze etiche” di Milano. di SILVIA CAMPORESI
Nelle nostre terapie intensive ogni anno vengono ricoverati 150 mila ammalati, 30 mila muoiono. Le disposizioni di fine vita ce l’hanno solo l’8 percento, per gli altri qualche volta – poche - decidono i familiari, o il medico. Tutti i giorni i dottori delle nostre rianimazioni si chiedono se il loro è “un intervento a favore del paziente o è un intervento contro il paziente”. E devono comunque decidere. “Alla fine cerchiamo di garantire una fine dignitosa, ma a volte garantiamo una cattiva fine” è lo sfogo di uno dei medici delle ottantaquattro rianimazioni che hanno partecipato allo studio del Mario Negri. di GIUSEPPE REMUZZI
"Persone di buona volontà". Una locuzione che compare due volte nel testo appena uscito di Paolo Vineis e Roberto Satolli (I due dogmi. Oggettività della scienza e integralismo etico, Prefazione di I. Marino, Feltrinelli, Milano 2009, pp. 173+XI, Euro 16,00): una volta nell'introduzione e una volta nella conclusione.
Fino agli anni ’50 del secolo scorso la certificazione del decesso avveniva decretando la morte clinica del paziente sulla base della cessazione irreversibile delle funzioni cardio-respiratorie. Poi la situazione è diventata più complessa. di GIOVANNI BONIOLO