Potrebbe nascondersi nel terreno un trattamento sicuro ed economico contro le infestazioni da nematodi che affliggono più di un miliardo di persone in tutto il mondo. Vive lì infatti Bacillus thuringiensis,il batterio che produce una tossina sfruttata da decenni in agricoltura come pesticida naturale: dal 1996 esistono piante modificate geneticamente in modo da produrla per proteggere granoturco e patate dagli insetti senza l’uso di sostanze chimiche.
Presto, per conservare i vaccini costituiti da virus vivi, la catena del freddo potrebbe non servire più. Da oltre Manica viene infatti una scoperta potenzialmente in grado di rivoluzionare il mondo dei vaccini.
Era da un po’ che pensavamo di gettare un sasso nello stagno aprendo un discorso sulla diagnosi pre-impianto. Oggi ce ne dà l’occasione la notizia, appena data dall’ANSA, della decisone del Magistrato di Salerno di autorizzare una coppia a grave rischio genetico di accedere alla diagnosi pre-impianto. Nervo scoperto, naturalmente, ed infatti in tempo praticamente reale dopo la comparsa del lancio d’agenzia sono iniziate le violente prese di posizione. Anche da parte di personaggi istituzionali.
Sono stati selezionati in Cina batteri capaci di degradare gli ftalati contenuti nelle acque di scarico: se poi i microrganismi vengono immobilizzati su apposite strutture di ceramica a nido d'ape, l'effetto si ottiene a una velocità due volte e mezza maggiore.
La decisione è anche politica. La dichiarazione ufficiale dal parte dell'OMS che la nuova influenza A ha raggiunto l'ultimo gradino della scala con cui si misura la diffusione della malattia ha implicazioni pratiche immediate. Con questo provvedimento, infatti, scatta la priorità dei paesi che negli anni passati avevano prenotato ingenti quantità di vaccino pandemico alle aziende produttrici, scavalcando gli ordini effettuati nelle ultime settimane. In pratica, solo i governi che si erano premuniti negli anni scorsi potranno fornirsi di un certo numero di dosi del prodotto, che comunque non potrà mai essere sufficiente a coprire tutta la popolazione. di ROBERTA VILLA
Ogni riga compara un amminoacido della proteina emoagglutinina nell'influenza stagionale H1N1 del 2008 (a sinistra) con quella del virus H1N1 modificato (a destra).
I due virus hanno marcate differenze, di conseguenza anche gli anticorpi efficaci contro l'una non lo sono contro l'altra.
«Il tasso di mutazione dell'H1N1 messicano mostra che il virus potrebbe circolare in incognita già da gennaio, se non da settembre» sostengono Nicholas Grassly, dell'Imperial College di London e Andrew Rambaut, dell'Università di Edinburgo.
In un'epoca in cui anche i virus viaggiano veloci, a bordo di voli internazionali e intercontinentali, la risposta della scienza deve essere altrettanto rapida e ignara delle frontiere. Così è stato per il virus responsabile delle migliaia di casi di influenza che stanno destando preoccupazione in tutto il mondo: se è stato tanto rapidamente identificato, è anche merito di un'iniziativa italiana che un paio di anni fa ha riunito virologi umani e veterinari, immunologi, epidemiologi, bioinformatici e studiosi di altre discipline in uno sforzo comune. di ILARIA CAPUA
Una sottile coltre di osmio riveste il pianeta. Il metallo della famiglia del platino è stato infatti ritrovato, seppure in piccolissime quantità, in tutti i campioni di acqua piovana o di neve provenienti dalle diverse parti del mondo, dagli Stati uniti all'India, dall'Olanda all'Antartide. Per risalire all'origine del metallo, i ricercatori del Dartmouth College di Hanover, nel New Hampshire, hanno esaminato la percentuale dei diversi isotopi nei campioni, elemento da cui è possibile verificare la sua provenienza.
«Il cielo della Francia è pulito. Da noi, c’è chi parla di carbone»,
afferma Carlo Bernardini [1], convinto della necessità di riattivare
l'energia nucleare in Italia. Vincenzo Balzani [2] gli contrappone 10 ragioni
per il no. Video [3] Grafico [4]
[1] http://www.lascienzainrete.it/node/153
[2] http://www.lascienzainrete.it/node/154
[3] http://www.youtube.com/watch?v=wrUybeDAuyU
[4] http://www.lascienzainrete.it/files/brilliant_gallery/grafici/nucleare_ante.png