I ricercatori dell’Anderson Cancer Center dell’Università del Texas hanno dimostrato che le cellule staminali che innescano la formazione del glioblastoma, il più letale dei tumori cerebrali, riescono anche a ingannare e tenere a bada il sistema immunitario che dovrebbe eliminare le cellule anomale. In particolare, bloccano l’azione dei linfociti T, deputati a riconoscere e distruggere le cellule anormali.
La medicina dei trapianti sta estendendo col tempo il suo campo
d'azione, cosicché molte patologie diventano affrontabili attraverso il ricorso
al cosiddetto allotrapianto, cioè il trasferimento di cellule vive, tessuti o
organi da un essere umano a un altro. Ciò fa aumentare la domanda di tessuti e
organi umani da parte dei pazienti. L'aumento della domanda non è tuttavia
compensato da un adeguato aumento nell'offerta di tessuti e organi, provenienti
da pazienti in morte cerebrale.
"I
vaccini dell'era globale", il libro scritto da Rino Rappuoli con
la collaborazione di Lisa Vozza, (Zanichelli) inizia raccontando la storia della cattedrale di Siena, la cui costruzione fu interrotta nel 1348 dall'arrivo della peste, che determinò il declino della potenza senese.
Dietro alla misteriosa sindrome dell'affaticamento cronico ci sarebbe un virus. Ma il condizionale è d'obbligo perché molti esperti hanno manifestato qualche perplessità anche di natura metodologica sulla scoperta di Judy Mikovits, del Whittemore Peterson Institute for Neuro-ImmuneDisease di Reno, in Nevada, secondo cui la malattia dipenderebbe da un retrovirus di origine murina, implicato anche in alcune forme aggressive di carcinoma della prostata.
E' vero che situazioni logoranti dal punto di vista fisico e psichico molto prolungate nel tempo possono deprimere il sistema immunitario, ma piccole botte di stress potrebbero forse servire a risvegliarlo, ostacolando la formazione di tumori della pelle. L'effetto, temporaneo, è stato dimostrato in laboratorio su un modello animale, ed è difficilmente trasferibile pari pari all'uomo.
Grandi passi avanti nello studio dell’HIV (Human Immunodeficiency Virus) e nuove speranze nella ricerca di farmaci per la cura dell’AIDS (Acquired Immuno Deficiency Syndrome).
Quando si tratta di produrre anticorpi ecco chi comanda veramente: Bcl6 and Blimp-1. A verificare questo ruolo dei due geni sono stati i ricercatori dell'Institute for Allergy and Immunology di La Jolla, in California, in collaborazione con alcuni colleghi di Yale. Gli studiosi hanno verificato che l'espressione dei due geni antagonisti rispettivamente stimola e inibisce la differenziazione delle cellule follicolari helper, il sottotipo di linfociti T CD4+ che a sua volte induce i linfociti B ad attivare la risposta anticorpo-mediata.