Respiratorio, enterico, orfano: ma il reovirus, che prende nome dall’acronimo dei suoi attributi, dopo aver mostrato doti oncolitiche contro altri tumori, potrebbe essere adottato anche contro il cancro della prostata. Lo ha dimostrato un gruppo di ricercatori canadesi, iniettando il virus non attenuato, a RNA a doppia elica, in colture cellulari e direttamente nella massa neoplastica di sei pazienti con malattia ancora confinata alla ghiandola.
Potrebbe nascondersi nel terreno un trattamento sicuro ed economico contro le infestazioni da nematodi che affliggono più di un miliardo di persone in tutto il mondo. Vive lì infatti Bacillus thuringiensis,il batterio che produce una tossina sfruttata da decenni in agricoltura come pesticida naturale: dal 1996 esistono piante modificate geneticamente in modo da produrla per proteggere granoturco e patate dagli insetti senza l’uso di sostanze chimiche.
Forse non è meritata la terribile fama dei prioni, i misteriosi agenti infettivi che, in quanto esclusivamente proteici e privi di acidi nucleici, hanno prima stravolto le leggi della biologia e poi fatto guadagnare a Stanley Prusiner il premio Nobel della medicina.
In tutto il mondo si cominciano a tirare le somme della prima ondata della pandemia, per fortuna molto meno letale di quanto si temeva, e così si può affermare, senza timore di scatenare attacchi di panico collettivo, quel che già si sapeva ma non si poteva dire: effettivamente, prove che l’oseltamivir serva a tutti per ora non ce ne sono.
I casi di influenza cominciano a diminuire. Con un mese di anticipo rispetto alle previsioni, che prevedevano il picco della pandemia a cavallo tra la metà di dicembre e quella di gennaio, nella settimana tra il 16 e il 22 novembre il numero di italiani che è stato messo a letto dal virus H1N1 è sceso: 680.000 nuovi casi, 100.000 in meno rispetto alla rilevazione della settimana precedente. E’ calato anche il numero di accessi al pronto soccorso per disturbi respiratori e si è più che dimezzato il consumo di farmaci antivirali.
Il disegnatore e animatore medico David Bolinsky mostra come una cellula sana possa venire trasformata da un virus influenzale in una fabbrica di milioni e milioni di virus.
Il video è una rappresentazione al rallentatore di ciò che accade nella realtà in alcune frazioni di secondo.
"I
vaccini dell'era globale", il libro scritto da Rino Rappuoli con
la collaborazione di Lisa Vozza, (Zanichelli) inizia raccontando la storia della cattedrale di Siena, la cui costruzione fu interrotta nel 1348 dall'arrivo della peste, che determinò il declino della potenza senese.
La recente notizia del parziale successo di un vaccino per l'AIDS ha colpito l'attenzione del pubblico. Al di là dell'importanza mediatica della notizia, qual è la solidità scientifica di questo risultato? Siamo davvero a una svolta? Purtroppo, la corsa fra il vaccino e il virus appare ancora nei termini del paradosso di Achille e della tartaruga. di MARIO CLERICI